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Intermediari Finanziari

 


INTERMEDIARI FINANZIARI

1. GLI ASSETTI PROPRETARI

1.1 Premessa

Assetti proprietari

Lo schema regolamentare disciplina le condizioni dell’autorizzazione e gli obblighi di comunicazione dei requisiti partecipanti alla Banca d’Italia. Ai fini dell’autorizzazione, viene valutata la sussistenza di una pluralità di condizioni atte a garantire la sana e prudente gestione dell’ intermediario tra cui il possesso da parte del candidato acquirente di requisiti di onorabilità, la sua reputazione e la solidità finanziaria del progetto di acquisizione.

1.2 I soggetti da autorizzare

Soggetto che detiene direttamente la partecipazione qualificata

    1. Non inferiore al 10%;
    2. Influenza notevole
      • Designazione di esponenti negli organi di supervisione strategica o di gestione;
      • Condizionamento delle scelte strategiche della società;
      • Esercizio di poteri analoghi a quelli di una partecipazione che comporterebbe l’obbligo di autorizzazione;
    1. Ipotesi di controllo.

2. LO STATUTO E LE ATTIVITA’ ESERCITABILI DAL NUOVO INTERMEDIARIO FINANZIARIO UNICO 106 TUB

2.1 Premessa

L’oggetto sociale è coerente con la cornice regolamentare introdotta dal D.lgs. 141/2010 e quindi con l’attività di concessione di Finanziamenti per i quali è stata richiesta autorizzazione.

2.2 Attività esercitabili

Gli intermediari finanziari esercitano almeno una delle seguenti attività finanziarie:

  1. Concessione dei finanziamenti nei confronti del pubblico (cfr. 106, comma 1, TUB). Il contenuto di tale attività e le circostanze in cui ricorra l’esercizio nei confronti del pubblico sono disciplinati con il decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, n°53 del 2/4/2015 entrato in vigore il 13/5/2015;  
  2. Riscossione dei crediti ceduti e servizi di cassa e di pagamento ai sensi dell’art. 2, commi 3, 6 e 6- bis della legge 30 aprile 1999, n. 130 in materia di cartolarizzazione dei crediti (c.d. servicing).

Inoltre, ai sensi dell’art. 106, comma 2, TUB, gli intermediari finanziari possono:  

  • Prestare servizi di pagamento, se autorizzati (ulteriore autorizzazione ndr.) ai sensi dell’art. 114- novies, comma 4, TUB e iscritti nel relativo albo;
  • Emettere moneta elettronica, se autorizzati (ulteriore autorizzazione ndr.) ai sensi dell’art. 114-quinquies TUB e iscritti nel relativo albo;
  • Prestare servizi di investimento, nei casi e alle condizioni previste dalla Banca d'Italia ai sensi dell’art. 18, comma 3, TUF (cfr Titolo I, Capitolo 1, Sez. VII “Autorizzazione alla prestazione dei servizi di investimento”) (ulteriore autorizzazione ndr.);
  • Effettuare le altre attività previste da norme di legge, a condizione che siano svolte in via subordinata rispetto alle attività di concessione di finanziamenti; a titolo esemplificativo, tra tali attività rientrano:
    • La promozione e conclusione di contratti relativi alla con cessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e alla prestazione di servizi di pagamento (art. 12 del d.lgs. n. 141 del 13 agosto 2010);
    • L’erogazione di finanziamenti agevolati e la gestione di fondi pubblici (cfr. art. 110 TUB, che estende l’applicazione dell’art. 47 del medesimo testo unico agli intermediari finanziari);
    • La distribuzione di prodotti assicurativi previa iscrizione negli appositi registri (cfr. art. 109, d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209).  

Gli intermediari finanziari possono prestare attività connesse e strumentali.

2.2.1 AUTORIZZAZIONE ALLA PRESTAZIONE DEI SERVIZI DI INVESTIMENTO

L’esercizio nei confronti del pubblico dei servizi di investimento previsti nell’art. 18, comma 3, del TUF è consentito agli intermediari finanziari a condizione che risultino effettivamente correlati con l’attività di concessione dei finanziamenti svolta in via principale e che l’esercizio degli stessi sia espressamente previsto nell’oggetto sociale.

Ai sensi dell’art. 18, comma 3, del TUF gli intermediari finanziari possono svolgere i seguenti servizi di investimento:

i) negoziazione per conto proprio ed esecuzione di ordini per conto dei clienti limitatamente agli strumenti finanziari derivati;
ii) sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo ovvero con assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente;
iii) collocamento senza assunzione a fermo né assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente.

2.3 ASSUNZIONE DI PARTECIPAZIONI DA PARTE DELL’INTERMEDIARIO FINANZIARIO UNICO 106 TUB

2.3.1 Premessa

  • Gli intermediari finanziari nell’assumere partecipazioni, dirette o indirette, in altre imprese assicurano la coerenza di tale operatività con il proprio oggetto sociale e le proprie strategie
  • Gli intermediari finanziari non possono acquisire partecipazioni oltre il margine disponibile per investimenti in partecipazioni e in immobili.
  • L’assunzione di partecipazioni qualificate in imprese non finanziarie può essere assunta liberamente, nel rispetto dei seguenti limiti:
    1. Limite di concentrazione: non può essere detenuta una partecipazione qualificata in una società non finanziaria per un ammontare superiore al 15% del patrimonio di vigilanza dell’intermediario finanziario;
    2. limite complessivo: il complesso delle partecipazioni qualificate detenute in società non finanziarie non può eccedere il 60% del patrimonio di vigilanza dell’intermediario finanziario.

2.4 L’acquisizione di immobili da parte dell’intermediario finanziario unico 106 TUB

Gli intermediari finanziari possono acquisire immobili di proprietà ad uso strumentale; sono tali gli immobili che rivestono carattere di ausiliarietà all'esercizio dell'attività finanziaria. A titolo esemplificativo, si considerano strumentali gli immobili destinati, in tutto o in parte, all'esercizio dell'attività istituzionale, ad essere affittati ai dipendenti, nonché gli immobili per recupero crediti e ogni altro immobile acquisito ai fini del perseguimento dell'oggetto sociale della società acquirente o di altre componenti del gruppo di appartenenza.

3. GLI ORGANI AZIENDALI: FUNZIONI - COMPITI e POTERI

3.1 Premessa

  • I compiti e i poteri agli organi aziendali vanno formulati e riportati in modo chiaro e devono essere tali da riflettere l’effettivo funzionamento della società, in conformità con le disposizioni di legge e le istruzioni di vigilanza.

3.2 Gli organi aziendali si articolano in tre funzioni: l’organo di supervisione strategica, l’organo di gestione e l’organo di controllo

    1. La funzione di supervisione strategica determina gli indirizzi e gli obiettivi strategici verificandone l’attuazione.
    2. La funzione di gestione conduce l’operatività aziendale verso la realizzazione degli obiettivi definiti in sede strategica.
    3. La funzione di controllo si sostanzia nella verifica della regolarità dell’attività di amministrazione dell’adeguatezza degli assetti organizzativi e contabili.

3.3 L’obiettivo

L’assetto della governance dovrà essere tale da assicurare un equilibrio in termini di poteri e di composizione degli organi sociali al fine di evitare situazioni di stallo decisionale.

4. I REQUISITI DEGLI ESPONENTI AZIENDALI

4.1 Premessa

Requisiti degli esponenti aziendali

Al fine di assumere la sana e prudente gestione i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso intermediari finanziari devono possedere i requisiti di professionalità, di onorabilità e di indipendenza.

5. IL CAPITALE VERSATO INIZIALE

5.1. I nuovi Intermediari finanziari, che non svolgono attività di rilascio di garanzie (quindi la quasi totalità ndr.) devono disporre di un capitale iniziale versato e almeno pari a 2 milioni di euro.

5.2. Gli intermediari finanziari che esercitano esclusivamente o congiuntamente con altre attività di finanziamento, l’attività di concessione di finanziamenti nella forma del rilascio delle garanzie, devono disporre di un capitale iniziale versato almeno pari per esempio a 3 milioni di euro.

Per gli intermediari finanziari che adottano la forma di società cooperativa e mutualità prevalente e che esercitano esclusivamente l’attività di concessione di finanziamenti nei confronti del pubblico senza rilasciare garanzie, il capitale iniziale versato è almeno pari a 1,2 milioni di euro. Le società che svolgono l’attività di prestito su pegno detengono un capitale pari a € 600.000

5.3. I conferimenti in natura all’interno del capitale iniziale: i limiti. Il capitale iniziale può comprendere anche conferimenti in natura, che comunque non possono eccedere i tre decimi dell’ammontare complessivo del capitale. Tale limite non si applica ai soggetti facenti parte di un gruppo finanziario, di un gruppo bancario o di un gruppo di SIM con riferimento ai conferimenti in natura effettuati da soggetti appartenenti al medesimo gruppo.

 
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